
Il mondo del calcio fiorentino è in profondo dolore per la scomparsa di Roberto Giachetti, figura imprescindibile della ACF Fiorentina. Figlio di un ex Direttore Sportivo viola, ha incarnato per anni il ruolo di accompagnatore della squadra, oggi noto come Team Manager, diventando un punto di riferimento per giocatori, allenatori e dirigenti.
Roberto Giachetti ha vissuto da vicino alcune delle stagioni più significative del club, lavorando con protagonisti come Giancarlo Antognoni, Roberto Baggio, Gabriel Batistuta e Rui Costa. Il suo impegno è stato strettamente legato alla Fiorentina della famiglia Cecchi Gori, contribuendo, in modo silenzioso ma determinante, al successo della squadra, inclusa la storica vittoria della Coppa Italia sotto la guida di Roberto Mancini.
Sempre discreto e attento, Roberto Giachetti è stato ben più di un semplice dirigente: ha rappresentato un autentico collante tra la società e i giocatori, dimostrando una professionalità e un equilibrio rarissimi. Il suo contributo, spesso invisibile agli occhi del grande pubblico, ha permesso alla squadra di affrontare le sfide con serenità e coesione, lasciando un segno indelebile nella storia della Fiorentina.
Il ricordo di chi lo ha conosciuto
Stefano Carobbi racconta: “Ho avuto il piacere di averlo come team manager all’inizio della mia carriera. Una persona bravissima, impeccabile nel suo lavoro, un uomo di altri tempi. Con me instaurava un rapporto particolare, essendo il primo a darmi consigli e rappresentando un punto di riferimento per noi giovani che approdavamo in prima squadra. È stato anche un elemento fondamentale per la mia carriera alla Fiorentina; nel suo lavoro, era il numero uno.”
Celeste Pin ricorda: “Roberto l’ho conosciuto nel ruolo di accompagnatore, che oggi corrisponde alla figura del Team Manager. È sempre stato una persona discreta, capace di gestire con equilibrio le esigenze della società e dei giocatori. Pur essendo molto riservato, possedeva doti fondamentali per il suo ruolo. L’ho avuto al mio fianco per nove anni.”
Renato Buso esprime il suo ricordo con parole commosse: “Ricordo sicuramente bellissimo con Giachetti, perché era una persona di una umiltà e una serietà rare. Un grandissimo Team Manager, quando giocavo io, ero molto giovane, quindi faceva da chioccia, e quando ne avevo bisogno, lui era sempre pronto. Una persona che non ha fatto clamore, non ha mai parlato dei suoi problemi di salute. Di lui ho un ricordo bellissimo, come uomo e come professionista. L’umiltà e la serietà mi sono sempre piaciute in lui. Mi dispiace molto, perché fa parte di quella generazione del calcio in cui sono stato io. È un grosso dispiacere.”
Giancarlo Antognoni esprime: “Il ricordo che ho di Roberto è quello di un uomo dedito al proprio lavoro, meticoloso e discreto anche in altri ambiti… una persona che rimarrà per sempre nel nostro cuore con grande affetto.”
Francesco Toldo con affetto ricorda: “Per me Roberto è stata una figura unica nel suo ruolo, sempre gentile e disponibile. Ha sempre collaborato con le nostre richieste, cercando di assecondarle il più possibile, e si è sempre sentito parte integrante del gruppo. La sua attitudine lo rendeva diverso dagli altri, in quanto non si limitava a svolgere il suo ruolo di Team Manager, ma si faceva sempre sentire come una figura che contribuiva al benessere di tutta la squadra. Ogni membro dello staff ha delle qualità e virtù che li rendono speciali, ma stare in un gruppo non è mai facile. Roberto aveva tutte queste caratteristiche: la capacità di integrarsi, di ascoltare, di rispettare gli altri e di fare sentire ogni persona parte del progetto. Dopo nove anni di lavoro insieme, è impossibile non affezionarsi a una persona come lui. La sua presenza ha segnato in modo positivo non solo i suoi colleghi, ma anche tutti coloro che hanno avuto la fortuna di lavorare al suo fianco.”
Con la sua scomparsa, la Fiorentina perde un pezzo insostituibile della sua storia. Roberto Giachetti vive nei ricordi di chi ha avuto il privilegio di lavorare al suo fianco e nell’esempio di dedizione e professionalità che ha saputo trasmettere. Firenze e tutti gli appassionati di questi colori non lo dimenticheranno.