
Medaglia olimpica, talento puro nei 50 e 100 stile libero, fiorentino doc con una doppia anima: atleta e artista. Lorenzo Zazzeri è una delle figure più complete e carismatiche del nuoto italiano. Mentre punta a Los Angeles 2028, porta avanti progetti con scuole e università, senza mai dimenticare la passione per l’arte. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare la sua storia, i suoi sogni e il suo rapporto con Firenze.
FS: Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera?
Zazzeri: Senza dubbio la qualificazione alla mia prima Olimpiade. Era il sogno di una vita e poterlo realizzare è stato incredibile. L’esperienza di Tokyo è stata magica, irripetibile. Anche se ho raggiunto la qualificazione per Parigi 2024, quell’emozione iniziale resta unica, forse perché allora tutto sembrava nuovo, straordinario.
FS: Come ti sei avvicinato al nuoto?
Zazzeri: Merito (o colpa) di mia madre, che è un’istruttrice e laureata ISEF. All’inizio non mi piaceva molto l’acqua, ma poi ho scoperto la bellezza della competizione. I primi successi mi hanno spinto a crederci davvero. Così il nuoto è passato dall’essere una passione a una vera professione.
FS: C’è una medaglia a cui sei particolarmente legato?
Zazzeri: La medaglia olimpica di Tokyo, ovviamente. È il simbolo di un percorso faticoso ma pieno di soddisfazioni. Ricordo con affetto anche il mio primo titolo italiano: diventare il più veloce nei 50 stile in Italia è stata una conquista indelebile.
FS: Quanto conta la mente nel nuoto di alto livello?
Zazzeri: Tantissimo. L’aspetto mentale è spesso ciò che fa la differenza. Allenarsi è essenziale, ma se non riesci a gestire la pressione o l’ansia, rischi di vanificare tutto. Con gli anni ho imparato a lavorare su me stesso, e continuo a farlo ogni giorno.
FS: Quali sono stati gli avversari che ti hanno messo più alla prova?
Zazzeri: Tanti, a partire da Giuseppe Gottuso, che mi batteva sempre da giovane. Poi Luca Dotto, Marco Corsi, e oggi nomi come Leonardo Deplano, Alessandro Miressi, Thomas Ceccon e il mio compagno di allenamenti Matteo Restivo, con cui condivido anche il podcast Sportivamente.
FS: Sei anche un artista. Come concili arte e sport?
Zazzeri: L’arte è il mio rifugio. Studio alle Belle Arti di Firenze e cerco di coltivare questa parte di me con la stessa dedizione che metto in vasca. In passato mi sono laureato in Scienze Motorie, ma il disegno mi accompagna da sempre. Il mio sogno? Unire le due passioni in un percorso professionale.
FS: I tuoi prossimi obiettivi?
Zazzeri: A lungo termine, qualificarmi per le Olimpiadi di Los Angeles 2028, dove avrò quasi 34 anni. Nel frattempo, mi concentro su Europei, Mondiali e Campionati Italiani, tappe cruciali per la mia preparazione e per la qualificazione a Singapore 2025.
FS: Sei molto legato alla Fiorentina e a Edoardo Bove. Come hai vissuto la sua vicenda?
Zazzeri: Edoardo è una persona autentica, un ragazzo d’oro. Quando ha vissuto i suoi problemi di salute, ho rivissuto momenti miei: due anni fa ho avuto uno shock anafilattico e per mesi non ho potuto nuotare. So cosa significa fermarsi e dover ricominciare. Ne abbiamo parlato recentemente al Viola Park, e gli auguro di tornare più forte di prima.
FS: Parliamo del progetto con le scuole e la Fiorentina.
Zazzeri: Credo fortemente nell’educazione attraverso lo sport. Sto lavorando con scuole e università per sensibilizzare i ragazzi su temi importanti, spesso trascurati. La Fiorentina è stata eccezionale, collaborare con loro è un vero onore.
FS: Firenze è sempre più protagonista nel nuoto italiano. Come vedi la situazione delle strutture?
Zazzeri: Mi alleno alla piscina di Bellariva, un impianto storico ma ancora molto valido. È una vasca da 50 metri, ideale per la preparazione professionistica. Grazie alla Rari Nantes Florentia e al mio allenatore Paolo Palchetti, tanti atleti stanno arrivando qui per allenarsi ad alti livelli.
FS: Com’è strutturata la tua preparazione tra piscina e palestra?
Zazzeri: Sono due elementi inscindibili. Nuoto ogni giorno e faccio tre sedute doppie a settimana. La palestra è fondamentale per potenziare il fisico, ma deve essere ben calibrata con il lavoro in acqua per non andare in sovraccarico.
FS: Che ruolo ha avuto l’Esercito nella tua carriera?
Zazzeri: Cruciale. Senza il supporto delle forze armate, tanti atleti non potrebbero proseguire dopo una certa età. Il sistema sportivo militare in Italia ha permesso di ottenere risultati straordinari, e per questo sarò sempre grato all’Esercito Italiano.
Foto: www.instagram.com/zazzax