
Se si parla di sport e storia a Firenze, non si può non raccontare l’aneddoto che lega la città alla nascita del calcio moderno. Molto prima della Serie A, dei campi in erba e degli stadi affollati, a Firenze si giocava il Calcio Storico Fiorentino, un gioco brutale e spettacolare che affonda le sue radici nel Rinascimento e che, secondo molti storici, rappresenta l’antenato del calcio attuale.
L’aneddoto: la partita nel bel mezzo dell’assedio
Nel 1530, Firenze era sotto l’assedio delle truppe imperiali di Carlo V. La città, fedele alla Repubblica, resisteva eroicamente, ma la situazione era critica. Per dimostrare che i fiorentini non si sarebbero lasciati piegare dalla paura e dalla fame, il 17 febbraio di quell’anno gli abitanti decisero di organizzare una partita di Calcio Storico in Piazza Santa Croce, proprio sotto gli occhi degli assedianti.
I soldati imperiali, increduli, osservarono i fiorentini sfidarsi in un gioco violento e spettacolare, incuranti della guerra che li circondava. Era un messaggio chiaro: Firenze non si sarebbe arresa facilmente. Questa partita divenne un simbolo di orgoglio cittadino e dimostrò lo spirito indomito dei fiorentini.
Dal Calcio Storico al Calcio Moderno
Il Calcio Storico Fiorentino continuò a essere giocato nei secoli successivi e influenzò profondamente gli sport con la palla. Si trattava di una combinazione tra calcio, rugby e lotta, dove due squadre di 27 giocatori si affrontavano con l’obiettivo di segnare punti lanciando la palla oltre una linea avversaria.
Molti storici dello sport sostengono che questo antico gioco abbia ispirato il calcio moderno. In effetti, le prime regole del football britannico, codificate nel XIX secolo, presentano analogie con il Calcio Storico Fiorentino, soprattutto per l’importanza del gioco di squadra e la competizione per il controllo della palla.
Oggi il Calcio Storico Fiorentino è ancora un evento simbolo della città, celebrato ogni anno a giugno con il torneo tra i quattro quartieri storici di Firenze: Bianchi (Santo Spirito), Rossi (Santa Maria Novella), Azzurri (Santa Croce) e Verdi (San Giovanni). Il gioco mantiene le sue regole tradizionali e continua a essere una dimostrazione di forza, abilità e passione, proprio come secoli fa.
L’aneddoto del 1530 ci ricorda che lo sport, a Firenze, è sempre stato più di un semplice passatempo: è una questione di identità, orgoglio e resistenza. E chissà, forse senza quella storica partita giocata sotto l’assedio, oggi il calcio non sarebbe lo sport che tutti conosciamo e amiamo.